3099 – Il Mistero nel Dobermann (Parte 4/5)

scritto da anderwritten
Scritto 7 mesi fa • Pubblicato 18 ore fa • Revisionato 18 ore fa
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Quale segreto governativo cela nello stomaco il nuovo cliente dei tassisti orbitali Emma e Pierre?
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Testo: 3099 – Il Mistero nel Dobermann (Parte 4/5)
di anderwritten

 XIV – Dual Duello (Parte 1)

[POV: Terry]

La salita del rampino mi è parsa durare un’eternità... quel posto era più alto di quanto non ricordassi. Tempo che arriviamo in cima e la fune da cui era scesa la Cyberpol è già stata tirata su.

Come rimetto i piedi a terra vedo più in là che il cargo orbitale è già altrove a scaricare altri agenti nelle buche di questa distesa d’arenaria pianeggiante e appuntita.

“Strano ne abbiano mandato uno solo. Cinquantotto ha problemi col budget?”

“No. Questa operazione non era nota a nessuno, almeno finora.”

Mi guardo attorno: qui sopra di vede solo l’arancione che si fonde col cielo azzurro, qualche cespuglio secco e le stalagmiti che si innalzano dal terreno.

“Aspetta Chiyoko. Non c’è il rischio che ci individuino stando così allo scoperto?”

“No, ho camuffato il nostro segnale. E ti ricordo che siamo entrambi invisibili al Mainframe. Anche se ignoro come tu abbia fatto.”

“Fa parte di quella storia lunga da raccontare.”

Nonostante siamo tanto in alto di quota, fa un caldo terribile.

Chiyoko mi fa segno di nasconderci dietro le punte di roccia.

Dietro ad alcune di quelle più avanti sono apparsi un alieno con la testa a forma di fungo e un cyborg di prima generazione dai capelli grigi...

“E ora questi due chi sono?”

Quest’ultimo ha girato i suoi occhi grigi e luminescenti verso di noi, probabilmente in fase di scannerizzazione.

“Oh. Hai portato un amico con te, Novantanove?”

“Come ha fatto?” Chiede mia sorella ad alta voce.

“Un hacker qualunque ha violato i tuoi sistemi di occultamento?”

L’uomo agita la mano come in segno di saluto.

Mia sorella lo ignora: “No, probabilmente ha trovato te. Quelli sono Alexio, il capo dei Mind Hunters, e un Fungus Telepaticus, suo complice. Attento alla barba di miceli, può rimpicciolirli a piacimento.”

“Ah, perfetto.”

“E attento alle onde cerebrali. Può entrarti nella mente.”

“Ottimo. C’è qualche altra feature speciale da aggiungere alla lista?”

“L’altro potrebbe hackerare i nostri sistemi, ma non ne ho la certezza. Non escludo che possa avere individuato l’holo-mimetica.”

Come lo dice, la disattiva e torna visibile.

“Fantastico!” Le sfoggio un sorriso sarcastico.

“Ma come... ci presenti così?” Si offende l’uomo dai capelli grigi, “io e Micky abbiamo delle emozioni, una personalità...”

“Pensavo non voleste essere riconosciuti dalla Cyberpol.”

“Oooh, è per quello?”

“Ti pare?” Ghigna.

“Ah. E io che pensavo si potesse ancora collaborare... è un peccato, sai? Ci tenevo. Non voglio mica esservi nemico. Se ci dividessimo il profitto potremmo sempre cercare assieme il secondo artefatto.”

“Allora perché hai una pistola al plasma in mano?” Gli chiedo.

“Be’ ma è per precauzione, no? Li avete visti gli agenti scendere là sotto.”

“Chiyoko che si fa?” Le sussurro, “non mi convince.”

“Qui abbiamo il vantaggio della copertura, ma il Fungus potrebbe dare problemi. Io penso ad Alexio: i miei sistemi sono più inviolabili dei tuoi.”

“Aspetta... mi metteresti contro uno che può manipolarmi la mente?!”

“Terry, non è uno Psichico. Potrà leggerti la mente e parlarti da essa, ma nient’altro”, mi appoggia una mano alla spalla, “ce la puoi fare.”

“...d’accordo... se è così, credo di avere un piano. Lascialo pure a me.”

“Bene. Sapevo di potermi fidare”, si allontana di lato, sfoderando lentamente la sua katana ad alto voltaggio, “è bello combattere di nuovo assieme.”

Sorrido, ed estraggo anch’io rivoltella e kodachi.

Lei si scaglia all’attacco, e io ne approfitto per distrarli con spari di rivoltella.

Salto tra una stalagmite e l’altra. Molto utile che siano conficcate nel terreno e partano dal basso verso l’alto.

Scanso i proiettili al plasma che mi spara, ma vanno a sciogliere le mie coperture.

Devo inventarmi qualcosa, di questo passo non avrò più appigli.

Ho due rivoltelle hi-tech con munizioni standard ed esplosive, ma una di queste ha la canna mezza scassata dall'interno.

Mi è venuta un’idea...

Esco dalla copertura all’ennesimo sparo che la scioglie, per balzare tra una stalagmite e l’altra.

Continuo così per qualche minuto, sparando fuoco di sopressione.

Finché, avvicinandomi abbastanza, balzo da una stalagmite.

Proprio davanti al Fungus, a mezz’aria, lancio il kodachi verso la sua mano, ferendolo e disarmandolo.

Per poi atterrarci sopra, immobilizzandolo a terra col mio corpo.

“A-agh!”

Attiro col magnetismo la mia arma, riafferrandola, e gliela miro in gola: “Avanti, fa’ quel che devi fare.”

“C-c-cosa?”

“Il tuo attacco cerebrale. Fallo!”

“S-sei impazzito?!”

“Può darsi”, ghigno, “avanti! Fa’ pure! Gioca le tue carte!”

“C-certo che lo faccio, brutto mongolo!!”

Tu non stai bene! Devi avere qualche problema di testa!

Accomodati pure. Leggi la mia mente.

Sei soltanto uno stupido ingenuo! Non avrai più segreti...

...

...

...

...

...

...

C-come...

C-com’è possibile?

Perché non c’è nemmeno un pensiero?


...

Ehi?

...

Ehi, ma... ci sei?

...

Hai mai avuto presente il concetto di non-mente?

N-no? C-cosa è..?

Pace interiore. Credo. Non penso possa davvero spiegartelo.

Ma di che caspita stai parlando?

Ecco, questo è quello che succede quando voi alieni di altre galassie non ci studiate abbastanza e ci sottovalutate.

S-spiegati!

Per dirtela nel modo più semplice possibile: è la totale assenza di pensieri, bello.

...

...

...

...

...

...

...

Ehi, ci sei ancora?

Ora sei tu quello che non pensa più.

Le palpebre aliene si incurvano, arrabbiate.

N-non importa che non ci siano parole o discorsi! Sto leggendo le tue onde cerebrali, idiota!

Ngh... qualcosa mi blocca le braccia!

Posso capire le tue intenzioni: quando le farai, perché le farai e ancora prima che tu possa farle! Non serve che parli!!
Però non puoi far nient'altro.

Già leggere in anticipo i tuoi intenti mi va chiaramente a vantaggio! Avevi intenzione di farmi raccogliere la tua arma, vero? Cosicché potessi spararti con qualcosa di difettoso!

Nah, te lo stai immaginando.

Ahah... no, è inutile che menti! Sei stato veramente stupido a venirmi incontro così! Ora smantellerò ogni parte cibernetica e meccanica del tuo corpo, finché di te non ne rimarrà niente!

Ah sì? Secondo me dimentichi altri principi umani che ti farebbe comodo sapere.

E-eh??

Per prima cosa non bisogna mai proiettare i propri attacchi, mai anticiparli in sostanza. Questo vale anche a voce.

N-non ti sto seguendo—

Secondo: mia sorella è quella più logica e razionale. È lei che si affida tanto alla tecnica. Probabilmente ci pensa una o due volte a cosa fare prima di adeguarsi e agire di conseguenza.

E quindi? Sai cosa me ne frega!

E invece dovrebbe: io sono molto più imprevedibile e creativo di lei. Non mi importa di seguire un piano alla lettera, perfino se sono miei.

Mi importa del risultato, non del processo.

E allora? Brutto idiota, non che cambi qualcosa! Quel che vuoi fare è sempre lo stesso! Vuoi ancora ingannarmi con una pistola finta!

Sì, ma chi ti dice con certezza che userò quella buona o quella difettosa?

...

Te ne sei accorto, vero? Ho due rivoltelle. Potrei estrarre quella giusta e spararti qui seduta stante.

Ma sinceramente non ricordo nemmeno quale fosse tra le due... sono lo stesso modello.

Diamine, hanno perfino lo stesso colore!

C-cosa... ora stai cercando di confondermi!

No, no, dico sul serio. Controlla pure se vuoi.

Chissà se è questa...

Ne tiro fuori una e la faccio roteare.

...

...

...

[ MOTORE AUSILIARIO ATTIVATO ]

“M-MA TU SEI UN FOLLE!!!”

“Ah, hai già capito qual è il piano B? Dovresti sapere che potrei avere una C o una D da qualche parte. Al massimo li invento sul momento.”

Gli scomparti sulla schiena mi si aprono, facendo fuoriuscire i tubi di scappamento.

Il motore a benzina romba come una moto.

Studia le mie onde cerebrali quanto vuoi: non puoi prevedere l’imprevedibile.
...
Qualcosa scoppietta un po’ più del normale...

...

Ahahah. Pensavi davvero potesse funzionare?

Ah, la metti così. Vuoi smantellare un motore a benzina acceso a mani... oh, perdonami: a barba nuda?

Almeno io ho qualche pensiero in testa. Non sono un decerebrato che ci tiene tanto a morire.

Ah. Ah.

Molto divertente.

Non ti preoccupare, posso sopportare qualche bruciatura! Ma tu resterai senza carburante e senza più un corpo!

Sento che qualcosa s’aggroviglia sia dietro la schiena che tra le braccia.

Parti di dietro si smontano. Alcuni alberi a camme non si muovono più.

Gli punto addosso la rivoltella, ma la mia mano inizia a smantellarsi pezzo per pezzo.

“D-dannazione...”

La pistola cade a terra.

...

L’alieno la guarda, poi si volta verso di me.

...

Io lo guardo.

...

Lui mi guarda.

...

È quella buona.

...

Faccio per provare a prenderla, ma lui è più svelto (e più vicino con la mano).

...

Sei finito! È quella giusta! Avresti sparato senza esitare!

Me la punta davanti.

...

Ti tremano le mani. Hai paura?

Siamo proprio sicuri sicuri che sia quella buona?

...

Un suono secco e assordante mi fa chiudere gli occhi di riflesso.

...

“Ops...” li riapro e gli do’ un’occhiata, non ha una bella cera, “mi sa che ho tirato fuori quella difettosa...”

Ci ha perso la faccia.

Letteralmente, perché è spappolata dappertutto sul terreno. Ha imbrattato di verde lattuga il colore arido e arancione delle rocce.

Bleah. Che schifo.
Non che l’odore sia da meno...
Perlomeno la mia mente è tornata vuota e tranquilla come l’avevo lasciata, e con una sola voce a parlare.

Anche se ci ho perso una mano e qualche ingranaggio...
Meglio riparare quel che posso del motore ausiliario e andare ad aiutare Chiyoko. Sta ancora parlando a quell'Alexio, ma rimane sull'attenti.


Non è un buon segno.


XV – Dual Duello (parte 2)


[POV: Novantanove]



[ MASTERware: ATTIVAZIONE NANOMACCHINE: INIBITORE EMOTIVO OPERATIVO ]

“Ah okay”, risponde Alexio con un altro sorriso Giocondo, “non si può proprio fare niente, vero?”

“No”, risponde mia sorella, “a noi due.”

Terry mi copre con spari di rivoltella, mentre io mi fiondo su Alexio.

[MASTERware: ATTACCO INFORMATICO RILEVATO, SISTEMI FIREWALL ATTIVATI ]

Bene. Mi fido anche di te, strano antivirus autonomo.

“Oh, e questi codici? Caspita, chi è quel genio che li ha scritti? È riuscito a bypassare i tuoi blocchi Cyberpol! Questa non è tecnologia governativa... cos’è? Aspetta, molte stringhe sono scritte in un’altra lingua. Di che pianeta—”

“Spiacente, non vivrai a lungo per scoprirlo.”

Mi fiondo su di lui per un affondo diretto.

Un’improvvisa ed enorme coda di scorpione metallica, nera e rossa mi coglie alla sprovvista, ma riesco a deviarla in tempo con la katana.

“Ahah, che riflessi! Sei davvero fenomenale!” Mentre lo dice il suo corpo viene rivestito di un nero e spesso esoscheletro militare, “nessuno ne aveva parato uno, finora.”

Un’armatura militare Andromediana... se l’ha acquistata dal mercato nero, avrà speso una fortuna.
Probabilmente è l’unica in tutto l’universo in grado di pareggiare i miei movimenti...

...

D’accordo. Accetto la sfida.

“Toglimi una curiosità”, guadagno tempo, “perché operi nel mercato nero delle coscienze digitali?”

“Be’, è semplice: perché è divertente. Non ho un motivo specifico per fare il pirata spaziale, se non che la società mi ha sempre rifiutato e buttato via come un pezzo di carta. Quello che faccio mi basta e avanza per guadagnare bene e tirare avanti senza pensieri.”

“Potresti sempre trovarti un lavoro normale come tutti gli altri.”

“Nah, non fa per me.”

“Eppure con le tue doti da hacker troveresti qualcosa di più proficuo.”

“Proficuo? Quello che faccio è molto più remunerativo di quello che ricavano gli onesti cittadini. E poi non sei nella posizione di potermi giudicare, tu che fai il mercenario e collabori con la malavita.”

“Resti sempre una persona molto malata se ciò che fai ti diverte.”

“Ma dai, come sei crudele... e io che volevo esserti amico, Chiyoko. Davvero.”

“Devi per forza farne un dramma? Non ho mai chiesto la tua amicizia.”

“No, dico sul serio. Ma okay... è la maledizione umana, alla fine. Tu mi vedi come un nemico in questo momento, quando in realtà siamo entrambi fuggitivi. Reietti. Siamo uguali, Chiyoko. Sei l’unica che non lo vuole ammettere.”

“Questo lo pensi tu.”

“No, è la verità. Cosa credi che ci sia di sbagliato in quello che faccio, se lo confronti a quello che fai tu?”

“Mi è bastato vedere come operi. Tutto qui.”

“No, dev’essere qualcos’altro, altrimenti spari solo pregiudizi... è per via del mio lato oscuro? Del mio mostro? Eppure anche tu ne hai uno dentro.”

“Falla finita. Dove vuoi andare a parare?”

“Quel che sto cercando di dirti è che entrambi proviamo piacere a uccidere chi se lo merita.”

Sta cercando di mettermi sul suo stesso piano, ma io non provo lo stesso piacere di cui parla.

“Io ti comprendo, sai?” Continua, “provo i tuoi stessi sentimenti...”

“Non mi conosci abbastanza. Adesso sei tu a dare pregiudizi.”

“Ma perché sei così cocciuta? Non voglio assalirti. Volevo solo lavorare con te.”

“Sai rispettare il volere altrui, Alexio?”

“Certo che sì. Ma non è questione di volere qui. Pensaci un attimo: sarebbe molto più proficuo se ci mettessimo in affari, invece di contendere. O no? Come detto prima: io ti capisco, ho anch’io quella parte di me che ama la violenza... però vorrei trovare un modo di andare d’accordo. Possiamo lavorare assieme.”

“Io non amo la violenza. Il maniaco qui sei tu.”

“...no. Ecco... c’è una cosa che devi sapere... non sono io, ad amare la violenza. È l’altro...”

“L’altro?”

Di che diavolo sta parlando ora...

“L’altro me, Chiyoko. Quello che mi convince a fare cose che non voglio fare... fin da piccolo... fin da quando è morto Sam...”

Probabilmente soffre di personalità multiple.

Non che mi interessi alla fine. La sua testa è un suo problema.

Sta cercando di farmi entrare nel suo mondo, forzandomi di provare compassione. Un’altra tattica obsoleta di manipolazione.

“Sai, è per questo che cerco sempre di andare d’accordo con chiunque, perfino con te”, continua a cercare empatia, “altrimenti se ascolto l’altro mi convincerebbe a ucciderlo, o...”, sogghigna, “o a fargli di peggio...”

I suoi occhi si accendono di rosso: “Squartargli il cranio... far mia la loro coscienza, se ne vale la pena... alla fine è tutto nella nostra testa, no? Basta solo pensare diversamente, e cambia tutto quello che puoi fare... e tu cosa ne pensi? Cosa credi che sia tutto questo? Il mondo in cui viviamo... è un’illusione? Una simulazione? Chi ci dice che quello che viviamo sia reale, ormai?”

“Fammi un favore, Alexio.”

“Un favore? Quale?”

“Taci.”

“Eh? Ma... davvero? Guarda che sono discorsi seri e molto importanti che l’umanità si porta dietro da secoli. È la prova che ci deve essere una verità di fondo—”

“Taci, ho detto.”

“Wow... non ti facevo così bigotta. Hai paura di parlarne?”

“No. Semplicemente non mi interessa la filosofia di vita che ti porti dietro per giustificare i tuoi crimini.”

“Uffa, pensavo fossi una donna abbastanza sapiente per comprendere certi discorsi... ma evidentemente mi sbagliavo. Volevo solo conversare, eh. Mica manipolarti o cose del genere.”

“La realtà dei fatti è che tu vuoi apparire più grande degli altri sfoggiando i tuoi bei discorsoni. Credi di vederne più di tutti perché hai buone capacità oratorie e intellettuali, hai capito come catturare l’attenzione col carisma e come ipnotizzare chi hai davanti. Intanto però sei totalmente cieco da ignorare il vero male che stai facendo.”

“Ma quale male? Io sto facendo un lavoro come il tuo.”

“Sto parlando della scia di morti innocenti e insensate che segue la tua ricerca di divertimento.”

Ringrazio Cinquantotto per i suoi insegnamenti di profiling. Questo criminale trova piacere in questi discorsi. Farò in modo che arriverà a detestarli.

“Il vero male? Non sono altro che concetti e punti di vista. Il male non esiste, è nostra invenzione. Pensi di essere migliore di me, tu che dovresti essere materiale governativo? Eppure sei andata contro i tuoi stessi schemi, contro lo stesso sistema per la quale sei stata progettata a difendere. Eppure sei qui, invece che alla Struttura di Contenimento Cyborg, a servire il Mainframe e i suoi tanto ben acclamati buoni propositi.”

“È con questi discorsi che ti sei fatto strada, hai persuaso poveri malcapitati e hai fondato una banda di pirati?”

“Ahah, in effetti sì. Ora che mi ci fai pensare—"

“Sei una persona debole e senza spina dorsale.”

“Cosa?”

“Uno che si nasconde dietro belle frasi che non pensa nemmeno, ma anzi argomenterebbe.”

“Secondo me sei tu quella incapace di comprendere i miei argomenti. Sei una che devia le domande degli altri. Non riusciresti a stare dietro un discorso logico.”

“Davvero desolata. Non seguo le linee retoriche di un maniaco.”

“Ma perché tutta questa resistenza? Non voglio mica confonderti o cose del genere...”

“Piantala. So cosa stai facendo.”

“E che cosa? Sentiamo.”

“Stai cercando un modo di entrare nella mia mente per farmi sentire in colpa.”

“Ahah, ma dai! Che brutti pregiudizi che hai!”

“Al contrario. Quelli come te usano questi discorsi filosofici per manipolare al meglio. Oggi la chiamano sindrome del profeta.”

“Sindrome del... aspetta, mi stai mettendo sul piano del cattivo della situazione, quindi. Tu hai ucciso persone dietro pagamento. Vuoi dirmi che non hai mai provato piacere nel tuo lavoro? Nemmeno una volta?”

“La bocca degli stolti ne ha sempre una, vero?”

“Sempre la risposta pronta, come in un film... non sei capace di dire qualcosa di più significativo. Non sei nemmeno capace di rispondere delle tue azioni.”

“Da che pulpito.”

“Sei sempre così simpatica?”

Si sta irritando. Perfetto.

Sfoggio un bel ghigno: “Sì, sono pur sempre un cyborg governativo malfunzionante”.

Alexio allarga un sorriso sadico: “Be’ ma anche tu stai facendo in modo di farmi sentire in colpa per quello che faccio, o sbaglio? Non sei da meno Chiyoko... non hai alcun diritto di giudicarmi.”

Mi sgranchisco la gola: “Ah, davvero? Allora penso proprio che continuerò a farlo, perché non funziono come il Mainframe ha inteso: probabilmente hai perso il vero valore di quello che stai cercando di dirmi, perché sotto sotto di valore non ne hai neanche una briciola. Non lo sai applicare, sai solo parlarne. Uno che si mette a rubare coscienze altrui è perché non si sente più sicuro nella propria. Non mi sorprenderebbe sapere che ne hai installate decine nei tuoi impianti illegali, per poter compensare le mancanze del tuo povero ego e soffocare i sensi di colpa.”

“Ahah. Sei davvero divertente! Finalmente ti vedo per quello che sei davvero! Ecco il tuo mostro!”

“Quello che fai è disumano. La coscienza è una parte sacra dell’anima delle persone che tu ti diverti a uccidere, pur di appropriarti delle loro esperienze.”

“Sacra? Parla quella che l’ha venduta al Governo!”

“È stato per un motivo ben più nobile del tuo operato. Ho dato me stessa per il bene dell’umanità e ho alleggerito la vita a mio padre.”

“Sì, certo. Ma sii seria: non ci credi nemmeno alla storia del bene per l’umanità, da come te l’hanno raccontato al Mainframe. Non più. Altrimenti non saresti qui.

Mi sta facendo incazzare, ma per fortuna gli inibitori emotivi mi stanno regolando.

“Rimane un motivo più virtuoso del rubare coscienze altrui.”

“Vedo, vedo. E stai continuando a fare cose molto onorevoli, da allora?”

“Ti sei abbassato finalmente al mio livello. Dov’è finita la voglia di fare la parte più saggia delle due? Non sei più la vittima, ma un aggressore verso le mie scelte di vita.”

“Ma io sono più saggio di te! Non sono mica io quello che ha steso El Verdiente, invece di provare a collaborare!”

“Non sei stato abbastanza saggio da prevedere che ti avrei tradito, però.”

“No... in realtà avevo programmato anche quello.”

Come pensavo. È un freddo calcolatore.

Lo farò bollire ancora per qualche minuto. Il tempo necessario a Terry per sbarazzarsi di quel Fungus.

“Non è saggio manipolare gli altri. Per nessun motivo. Eppure tu ne hai persuasi molti, perfino quel finto gentiluomo.”

“Il fine giustifica i mezzi, no?”

“No. Ed è proprio per questo che ciò che ti esce dalla bocca è, e sarà sempre, l’opera di uno stolto.”

“Anche quel che dici tu, allora. Mercenaria malfunzionante.”

“Io però non pretendo di essere qualcosa che non sono. Ladro di coscienze.”

Colto nel segno. Ne è rimasto pietrificato: ha perso il suo volto sadico.

Lo incalzo: “Non importa se i concetti sono giusti, profondi... o se dici cose che hanno un peso spirituale. Non contano proprio nulla se sono dette da uno come te. Nessuno dei due è perfetto, né saggio. Ma c’è una differenza sostanziale tra noi due. Quello che tu non riesci a vedere.”

[ MASTERware: RILEVATO ATTACCO INFORMATICO NEOTROJAN-CYBERPOL-V4.2 ]

[ MASTERware: ATTACCO NEUTRALIZZATO. TREMILADUECENTO FILE SPOSTATI IN QUARANTENA.]

Alexio mostra tutta la sua delusione facendo cadere labbra e sopracciglia: “Già... la differenza è che tu hai una mente meravigliosa e una tecnologia senza eguali... ti invidio, sai? Vorrei avere la tua mente... la tua abilità... riesci a tener testa a più di venti coscienze attive e perfino ai migliori virus che ho craccato dai cloud governativi...”

[ MASTERware: ANALISI DATI COMPLETATA. REPLICAZIONE DATI COMPLETATA. TREMILADUECENTO FILE DANNOSI ELIMINATI.]

Non gli chiedo nemmeno di cosa sta parlando, perché l’ho già capito con la scansione.

[ MASTERware: ANALISI HARDWARE NEMICO COMPLETATA. RILEVATO DISPOSITIVO SCONOSCIUTO DI TIPO NEURALE. ]

Come dicevo: un freddo calcolatore, e un’idiota che gioca con un software collegato al cervello.

Questo rende le cose più facili: una semplice mente umana non può stare dietro a così tante voci assieme per troppo tempo, senza impazzire o stressarsi.

“Ti sbagli”, gli rispondo, “è incredibile come nonostante tutte le menti rubate rimani lo stesso folle che si sta divertendo a causare scompigli nella società. Volevi essere qualcun altro perché non riesci più ad accettare chi sei veramente?”

“B-be’, ma rimaniamo due reietti della società che sono in conflitto per lo stesso fine”, si sta ripetendo, “per quello ti chiedevo di collaborare. Siamo due gocce d’acqua... questo tuo atteggiamento non ha senso, a meno che...”

Alexio spalanca gli occhi.

“Aspetta... tu perché vuoi quell’artefatto, Chiyoko? Non è solo per soldi.”

“Devo riportarlo a casa sua. Mi hanno pagato per quello.”

“Sul serio? Quindi stai lavorando per il Mainframe? Che gran spreco...”

“Al contrario, ho compreso la gravità dei miei precedenti, perché se avessi continuato per quella strada sarei finita proprio come te”, mi scappa un piccolo ghigno, “motivo in più perché quell’artefatto voglio portarlo al Mainframe. Non lo venderò al mercato nero. Questa è la differenza tra me e te di cui ti parlavo. Ti sto fermando dal rovinare altre vite future, facendo questo lavoro. Non siamo così tanto uguali.”

A questo punto non importa se sa la verità, le mie motivazioni o i miei obiettivi...

Lo fermerò qui e ora. Fosse l’ultima cosa che faccio.

“Ahahah, sei diventata la paladina della giustizia, adesso? Hai cambiato ruolo? Sono io il cattivo, ora?!”

Guardo in basso per un attimo, pensandoci. Poi rialzo il volto e sorrido.

“Perché no? In fondo, quei dati non sono tuoi, li stai rubando. A me hanno incaricato di riportarli a chi appartengono. I ruoli sono questi, sì.”

“Che pensiero egoista! Ma quali ruoli?! Non esisteresti come eroina se non ci fosse il cattivo! Ripartiamo daccapo col punto di cui ti parlavo prima! Tu mi vedi solo come vuoi, non per come sono fatto! Chiunque mi ha sempre visto come voleva che io fossi!!”
“Allora possiamo essere d’accordo su una cosa: bisogna far cadere la maschera dell’altro.”

“Sai cosa..? Accetto la tua assurda proposta...” riprende Alexio, “io cercavo di esserti vicino, Chiyoko... ma tu non provi alcun senso di colpa e ti diverti a bullizzarmi... non sei mai stata interessata ad ascoltare... sono un criminale qualunque per te. Quanto mi stai facendo soffrire...”

“Quando hai finito di recitare la parte della vittima e accetti di essere il mio cattivo fammi un fischio.”

C’è un buon motivo per cui i cyborg come me sono esclusivamente riservati all’uso governativo. Quando El Verdiente mi ha definito una biblioteca vivente non aveva tutti i torti.

L’IA governativa, passata in secondo piano, non comprende soltanto la mia umanità e la mia personalità, ma quando connessa al Mainframe porta con sé gran parte del patrimonio spirituale e scientifico dell’umanità, dalla preistoria fino al trentesimo secolo.

Quella stramba scienziata è riuscita a preservare questa caratteristica, sebbene stia agendo offline.

Solo che io non me ne faccio proprio nulla di tutta questa conoscenza. Terabyte e terabyte di file installati di cui potevo fare a meno.

A me bastano due principi. Quelli che mio nonno ha insegnato a me e a Terry, e che mi porterò fin dentro la tomba.

Il primo è che l’esperienza conta molto più di quello che possiamo leggere nei libri, a meno che non facciamo tesoro dell’esperienza altrui per poterla assimilare e portare al mondo gli stessi valori eterni di cui ha bisogno.

Ma non a parole: bensì a fatti. Con azioni.

Il secondo è: usare tutto ciò che la vita ci offre per preservarla e portarla avanti.

Non ho sempre seguito questi precetti, nonno... ma vendicherò il tuo onore.

Farò la cosa giusta, per te. La Yoiken e i Mind Hunters non metteranno mano a quegli artefatti.

È la stessa cosa che farebbe Terry.

Vedo che ha già atterrato l’alieno. Se la caverà senza di me.

Il Fungus non può competere con la sua zucca vuota, sperando non stia pensando a me...

“...come puoi crederti di essere l’eroina che salva la situazione? Come puoi pretendere di essere la protagonista di una storia tutta tua?” È ripartito alla carica, come se mi avesse letto nel pensiero, “sei soltanto un’ipocrita! Un’egoista! Facevo l'attore... riesco a capire che sei come me nel profondo... vuota e oscura... sai benissimo che è così! Stai fingendo tanto quanto me!”

“Forse. Forse hai ragione, e posso capirti proprio per quello. Ma sei l’unico tra i due che non cerca un’altra via, anziché quella del mostro. Io e Terry abbiamo fatto di tutto per tenerci lontano dai guai, o almeno lui ci è riuscito meglio di me. A te però piace crogiolarti nella tua stessa disperazione, non ti compiaci nelle cose semplici della vita. Ti piace vedere le persone soffrire, non ti viene spontaneo di gioire che stiano bene. Resti ai piedi dell’Abisso, ti ci tuffi dentro pensando di trovarci oro. Ma non cerchi la Luce per uscirne.”

“Basta... smettila! Sei nauseante! Cosa dovrei pretendere? Che tutto va bene nonostante sia andato a quel paese? Come potrei mai gioire di questo? Dopo tutto quello che ho passato? I tuoi sono tutti discorsi ingenui come quelli di un poppante appena nato! Cosa faremo adesso? Inizieremo a parlare di Dio e di come dovrei diventare il cittadino modello in una società corrotta fin nelle midolla da millenni?!”

“Sempre meglio delle filosofie da quattro soldi che ti sei infilato nel cervello. Che provengono da menti del passato ben più colte della tua, e dalle quali non hai imparato niente di veramente importante. Probabilmente si rivolterebbero nella tomba al pensiero che un folle qualunque stia abusando dei loro processi cognitivi per giustificare il male che—”

“Basta! Smettila!” Digrigna i denti e chiude gli occhi, tenendosi la testa, “basta! Basta! Come se tu non fossi già opera di un’altra mente... non sei nemmeno una persona reale!! Sto... ahahah... è vero! Me ne ero proprio dimenticato... ahahahah!”

Si è messo a ridere con un tono maniacale.

“Ahahah, non ci avevo pensato! Sto parlando a una finzione! Non sei una persona reale, ma una IA! Motivo in più... motivo in più per cui stai facendo finta di capirmi...”

Si sbaglia di grosso, perché l’IA qui è secondaria.

Ma lui non lo sa.

E come con Cinquantotto: non c’è bisogno che lo sappia.

Non gli lascerò nemmeno un istante di pausa.

Non gli lascerò scavare nella mia psiche per impiantarci le sue malsane idee.

Né ad appesantirmi con colpe nei suoi confronti.

Specie perché non ho mai avuto compassione per quelli come lui.

Come potrei provare colpa per un essere così spregevole?

Posso giustificare il male di qualcuno se questo è realmente pentito di ciò che ha fatto, ma uno come lui non lo farà mai. Fa’ la vittima perché ha paura di confrontare il mostro che ha di dentro.

Perché quel mostro è lui, non “un altro”.

Tsk, la vittima... e chissà quante persone ha ucciso per ottenere ciò che vuole.

“Esatto”, gli rispondo, “stai parlando a qualcosa che non è nemmeno umano. Un’IA avrà sempre la risposta pronta, ma mai quella che cerchi davvero.”

“Z-zitta... sta’ zitta!!"

“Quanti crani sventrati hai sulla coscienza, Alexio? Ho letto i rapporti Cyberpol sulla tua banda. Perché non fai qualche altro discorso filosofico con le coscienze che hai lì dentro? Sono molto curiosa di sapere cos’avranno da ridire nei tuoi confronti.”

Si sta tenendo la testa tra le mani: “Aaaaah! Zitte! Zitteeee!!! State zitte!!!”

Parla al plurale... ma allora ci sono davvero altre menti operative lì dentro.

Pensavo che fossero dati digitali di coscienze, non delle vere e proprie voci.

Ciò mi va ancora di più a vantaggio.

“Oh, da’ fastidio? Sei finalmente sceso dal piedistallo, filosofo? Niente più monologhi sulla vita o su cosa sia veramente giusto o sbagliato?”

“S-sto per vomitare”, si trattiene la bocca, “...tu... tu non sei umana... che diavolo di personalità hanno messo in quell’IA?”

“La mia.”

Ha ragione. Non sono neanche un’eroina.

Lui non demorde nel suo vittimismo, e io non ho tutto questo bisogno di fare la paladina della giustizia.

“Troppe voci digitali nella testa? Ti è venuta l’APPnea?”

“Aaaaaah! Smettila!!”

Non ho bisogno di esserlo o di sentirmi tale: sono un mercenario che sta fermando qualcuno di ben peggiore di sé stessa, solo perché sta minacciando il mio lavoro.

Lui si sporca le mani con vite altrui e raccatta tutto quel che gli capita per divertimento, fa grandi monologhi per sentirsi un essere superiore, ruba coscienze per far finta di vivere altre vite e di essere qualcosa che non sarà mai.

Io invece voglio VIVERE.

Voglio vivere la MIA vita.

QUESTA
vita.

E dopo la missione... la voglio vivere con Terry, finché mi è possibile.

Né Governo, né criminali, né alcuna altra entità di chissà quale universo dovrà permettersi di ostacolarmi dal passare un po’ più dignitosamente il resto dei miei giorni. Finché questo cervello e questo cuore rimarranno in vita dentro il mio corpo cibernetico...

Come lo penso, la testa di Alexio viene avvolta dal casco puntiglioso e semi-conico dell’armatura.

Preme un pulsante dietro al collo e si calma di botto. Resta fermo, ansimante.

Per poi alzare il cranio metallico, da cui si accende una spia rossa e luminescente, andando a colorare molte linee dello stesso colore dell’armatura.
“TE NE PENTIRAI, CHIYOKO! IO VOLEVO SOLTANTO ESSERE TUO AMICO!!”
Niente da fare. È come se il suo vittimismo fosse il fulcro di tutta la sua esistenza.

Dall’altra parte, l’armatura mostra tutt’altro: non uno, non due, ma ben sette code di scorpione grandi e metalliche si fiondano su di me, rapide come anguille sott’acqua.

Non faccio in tempo ad alzare l’arma che un fulmine altrettanto veloce mi passa davanti.

Devia tutte le code in un colpo solo, rombando un tuono che sovrasta, per un attimo, il vibrante e disordinato clangore del metallo.

“Ma questo quanto parla?”

È Terry, che mi fa l’occhiolino con overdrive e motore a benzina in funzione.


“Serve una mano, sorella? Mi è rimasta solo questa, però."


XVI – Circuiti Sovraccarichi


[POV: Novantanove]


“Che ne è stato del Fungus?”

“Non ha trovato molto nella mia testa e ha fatto saltare la sua.”

Terry si mette davanti a me, con kodachi ad alto voltaggio e rivoltella puntata verso Alexio, che ritira le code ritraendole lentamente dietro la schiena.

“Strano. Avrei giurato che avrebbe trovato una vocina che faceva: Chiyoko, Chiyoko, Chiyoko.”

“Ah. Ah. Che simpaticona. Non ho più dieci anni, lo sai?”

Sorrido: “Ah sì? Eppure ricordo che sei sempre stato ansioso con le donne che ti piacciono.”

“Piantatela!” Una delle code metalliche sbuca di nuovo e piomba verso di noi, ma la scansiamo molto facilmente.

“Con te è diverso Chiyo. Mi sento più rilassato ora che sei al mio fianco.”

“Oh-oh, ma che galantuomo. Però non iniziare a darmi nomignoli.”

“Troppo tardi, ho appena iniziato.”

“Ma che romanticone”.

Schivo un'altra coda. Alexio sembra essersi focalizzato interamente su di me.

“Sono cambiato, Chiyo”, continua, “e con te sento che posso essere me stesso liberamente. È tempo di dare una bella lezione a questo pirata!”

“Concordo.”

Terry spara con la rivoltella, facendo il solletico alla nera corazza Andromediana.

“Che fai, non rispondi all’arrembaggio, Uomo Viverna?”

Un’altra coda si fionda su Terry. Lui la prende al volo, aggrappandola con le braccia.

“Ma cosa—” l’avversario finalmente distoglie lo sguardo.

“Non distrarti, Alexio”, rinfodero velocemente la katana per preparargli una sorpresa, “stavi attaccando me.”

Sfilo la lama dal fodero ad alta velocità e gli passo attraverso. Come atterro dietro di lui, quello si guarda addosso.

“Haha! Mi hai mancato.”

“Miravo altro.”

Dalle fessure aperte delle placche d’armatura sul braccio sgorga del rosso.

“...ah, be’. Per fare un taglio così netto hai bisogno di essere molto precisa. Non lascerò che accada di nuovo.”

Dietro di lui escono altre code...

Due... quattro... sei... ma quante ne ha lì dentro?

In totale, se ne contano venti.

Queste iniziano a roteare. Si illuminano di un rosso luminescente e si muovono andando a formare un cerchio luminoso, innalzando la polvere della piana d’arenaria e rumoreggiando pesantemente come le eliche di un aeroplano.

“Che cosa sta facendo?” Chiede allarmato Terry.

“Attento!”

Una serie di raggi rossi al plasma viene sparata da più angoli della circonferenza di luce rossa.

Terry salta tra una stalagmite e l’altra per scansarle.

Faccio lo stesso anch’io, ma qualcosa mi colpisce alla gamba e l’apparecchiatura inizia a sciogliersi.

“Maledetto—”

Attivo l’holo-mimetica e cerco di nascondermi dietro un riparo.

[ MASTERware: STRATO SUPERFICIALE RIMOSSO ]

La nera placca di metallo sbuffa e cade bruscamente a terra, lasciando parte dei miei polpacci coperta dallo strato inferiore.

[ NANOMACCHINE GEL RIPARANTI IN FUNZIONE. TEMPO STIMATO PER LA RIGENERAZIONE DEI TESSUTI ESTERNI: VENTIQUATTRO MINUTI ]

Sento la voce di Alexio: “Puoi scappare, ma non nasconderti.”

Un altro sparo, stavolta uno più prorompente come se fosse stato caricato, colpisce la mia copertura e la fa saltare in aria.

Dunque può veramente rilevare le holo-mimetiche...

Non resta che provare ad hackerarlo mentre mi sposto tra le stalagmiti.

“Terry, tienilo occupato!”

“Roger!”

[ VIOLAZIONE IN CORSO ]

[ RILEVATO NEOTROJAN-CYBERPOL-V4.2 ]

Tsk. Lo sta usando come difesa?

“Ahah”, ride il nemico, “volevi entrare nei miei sistemi senza che me ne acco—”

Sento ripetersi un gran clangore metallico.

Guardo fuori dal nuovo riparo e vedo Terry colpirlo rapidamente, deviando le code col kodachi ad alta velocità. È in pieno overdrive: le sue pupille viola hanno coperto anche la sclera dello stesso colore.

Però se continua così si farà ammazzare: in quella modalità la seconda generazione finisce ben presto la benzina. Ciò lo renderà incapacitato a muoversi.

Devo fare in fretta.

[ MASTERware: ANALISI CODICI ANDR_ARMOR.CLASS.B. v2.434566 ]

[ MASTERware: ANALISI COMPLETATA ]

[ NUOVE FUNZIONALITÀ DISPONIBILI ]

Perfetto.

Dalla retina vedo dei messaggi in popup, osservando le code di Alexio che smettono di roteare.

[ body.part.ex.0011 OFFLINE ]

[ body.part.ex.0002 OFFLINE]

[ body.part.ex.0013 OFFLINE]

[ body.part.ex.0004 OFFLINE]

[ body.part.ex.0005 OFFLINE]

[ body.part.ex.0016 OFFLINE]

[ body.part.ex.0007 OFFLINE]

[ body.part.ex.0009 OFFLINE]

[ body.part.ex.0012 OFFLINE]

[ body.part.ex.0010 OFFLINE]

Le code menzionate ritornano di colpo dentro l’armatura.

“Non pensare di potermi fregare così Chiyoko!”

[ ERRORE ]

[ OPERAZIONE ANNULLATA ]

Ha già rintracciato il segnale e annullato il mio attacco...

[ RILEVATO MALWARE ]

Argh! Mi sono sentita friggere la testa... deve aver mandato malware con impulsi EMP...

[ MASTERware: WORM RILEVATO. ]

[ MASTERware: ANALISI IN CORSO. FIREWALL ATTIVO. ]

[ IMPOSSIBILE CONTATTARE IL MAINFRAME ]

Ma non mi dire.

[MASTERware: TRECENTOQUARANTASETTE BOT RILEVATI. ]

Terry lo tiene impegnato, ma quell’hacker è bravo nel multitasking.

Approfitto per osservare e inviare il suo stesso Trojan al software dell’armatura.

[ MASTERware: ATTACCO INFORMATICO NEOTROJAN-CYBERPOL-V4.2 ]

[ MASTERware: ANALISI DATI COMPLETATA. REPLICAZIONE DATI COMPLETATA. TRECENTOQUARANTANOVE FILE ELIMINATI.]

Assieme al messaggio in popup mi è apparsa anche la faccia di quella scienziata, animata come un vecchio cartone per bambini. Fa la linguaccia a un lombrico, per poi scomparire e riapparire, per farne un’altra a un pacchetto di dati generico.

Perfetto. Nonostante l’infantilità, è stata di grande aiuto.

Alexio atterra mio fratello e lo immobilizza: “Quanta foga, ahah! Ma siete fin troppo prevedibili! Pensavate davvero di poter bypassare i miei sistemi così facilmente? È ovvio che li ho craccati, per chi mi avete preso?”

Sta alzando una delle rimanenti code.

“Prevedibile, dici?” Gli risponde Terry.

“Dico. Mi spiace per voi, non sarà così facile hackerarmi.”

Il motore a benzina ha da ridire: scoppia una fiamma e i due schizzano in aria per la propulsione.

“A-ah, okay”, Alexio lascia la presa e si ritrova in caduta libera.

Terry, ancora a mezz’aria, scaglia il kodachi ai piedi del pirata appena atterrato.

La lama, ficcatosi al terreno, rilascia un’esplosione EMP.

“Adesso Chiyoko! Disattivagli le altre!”

[ body.part.ex.0020 OFFLINE]

[ body.part.ex.0001 OFFLINE]

[ body.part.ex.0017 OFFLINE]

[ body.part.ex.0006 OFFLINE]

[ body.part.ex.0003 OFFLINE]

[ body.part.ex.0019 OFFLINE]

[ body.part.ex.0008 OFFLINE]

[ body.part.ex.0018 OFFLINE]

[ body.part.ex.0015 OFFLINE]

[ body.part.ex.0014 OFFLINE]

È un attacco temporaneo, ma dovrà bastare affinché Terry possa contrattaccarlo più facilmente.

Alexio punta la pistola al plasma, ma con l’overdrive è più veloce mio fratello: qualche sparo veloce di rivoltella e lo disarma.

Degno di un film western.

Ma non finisce lì: come una saetta si fionda su di lui per dargli una serie di calci che affondano sullo stomaco, finché Alexio non lo aggrappa con una presa a tenaglia.

“Huh, anche tu praticante di certe arti marziali?” Chiede stupito Terry.

“Non io, ma loro sì”, sorride sadico.

Mio fratello non lo sa ancora, ma deve riferirsi a quelle coscienze.

“Loro chi—”

Alexio lo atterra con un taglio al ginocchio. Alza un pestone corazzato, ma Terry lo schiva di riflesso.

L’impatto apre un buco sul terreno d’arenaria.

“Ah, bene. Ovviamente la corazza deve avere anche i propulsori a idrogeno.”

“Ehi, questa tuta la usavano nello spazio gli alieni. Che ti credevi?”

“Sì, lo so. È famosa per aver sterminato intere razze, ma l’uomo non ancora!”

Mentre i due si scambiano altri colpi e battutacce, io continuo ad attaccare indisturbata dal lato informatico.

[ MASTERware: RILEVATO WORM ]

[ MASTERware: MINACCIA NEUTRALIZZATA ]

Crudo, ma perlomeno questo software fa il suo lavoro.

Mi darà il tempo di riflettere...

Quelle tute, prima di usarle in ambiente militare, gli Andromediani le avevano progettate per sopravvivere in ambienti ostili, così da aiutare l’estrazione di minerali su pianeti non colonizzati. Solo l’acido al plasma può fonderle e renderle inutilizzabili... dovrei avvicinarmi abbastanza per poterlo neutralizzare con la pistola.

[ MASTERware: RILEVATA FALLA NEL CODICE SORGENTE DEL SOFTWARE DI ANDR_ARMOR.CLASS.B. v2.434566 ]

[ MASTERware: NUOVE OPERAZIONI DISPONIBILI ]

Oh. Conveniente.

Ne scelgo una e viene fuori un nuovo popup con la faccia della scienziata che mi fa l’occhiolino con la lingua di fuori.

[ body.part.04: Attivazione blocco gravitazionale ]

“Ma che—”

Perfetto. Nemmeno i propulsori aiuteranno quella gamba a muoversi.

[ body.part.02: Attivazione blocco gravitazionale ]

Stavolta il calcio di Terry se lo è beccato in faccia e non ha potuto bloccarlo.

Ma non finisce lì: affonda anche il kodachi tra la spalla e il collo, laddove le placche dell’armatura non possono proteggerlo.

Dalla lama spizzicano scintille e Alexio sputa rosso.

“M-maledett-tt-tt-t--t”

“Bene! Questo è quello che merita un fulminato come t—agh!”

“Terry!!”

Una delle code si è liberata dal malware e lo ha infilzato al fianco!

“C-Chiyoko attaccalo adesso!” Si tiene aggrappato al kodachi sulla spalla di Alexio, girandolo orizzontalmente.

“Gah!”

Non c’è tempo! Se resta lì verrà preso anche lui dall’alta tensione che sprigionerà l’armatura!

Non... non ho altra scelta. Non voglio vederlo morire.

[ ATTIVAZIONE OVERDRIVE ]

Non ora che finalmente l’ho ritrovato.

[ NANOMACCHINE IN FUNZIONE: OVERCLOCK CAPACITÀ SINAPTICHE ]

[ NANOMACCHINE IN FUNZIONE: OVERCLOCK CAPACITÀ CARDIACHE ]

[ NANOMACCHINE IN FUNZIONE: OVERCLOCK HARDWARE ]

[ MASTERware: CAPACITÀ COGNITIVE PRESERVATE.]

[ OVERCLOCK SENSORIALE: ON ]

Le salsole della piana d’arenaria fluttuano a mezz’aria.

I movimenti degli altri due sono diventati estremamente lenti.

Mi basterà un colpo.

Eccotelo bastardo.

Terry riposa in ginocchio, finalmente liberatosi dalla coda di Alexio.

Quest’ultima si ritrova infilzata in una delle stalagmiti più avanti, con il pirata di fianco, apparentemente svenuto.

Anche se si rialzasse, la strada che ha disegnato sul terreno all’impatto del mio calcio è bella lunga e piena di detriti di rocce e metallo della corazza.

[ OVERCLOCK SENSORIALE: OFF ]

Quello tossisce improvvisamente. È ancora cosciente...

Giro la katana e la tengo sul lato, avvicinandomi a lui.

“Aspetta Chiyoko,” tossisce Terry, “hai intenzione di ucciderlo?”

“Sì.”

“N-non farlo...”

Mi fermo e lo guardo.

“Coi capelli bianchi stai molto bene, sai?” Sta sprecando fiato, “u-una bella combinazione con gli occhi rossi carminio...”

“Sono sintetici...”

Terry ha ancora voglia di fare il romantico con quelle ferite...

L’overdrive e gli inibitori emotivi non mi permettono di parlare molto. Con questa modalità l’IA normalmente smetterebbe di elaborare per concentrarsi principalmente sull’azione, eppure io posso ancora ragionare e pensare...

Dev’essere sempre opera di quella scienziata e del suo sistema operativo...

“S-se sei davvero mia sorella e non l’IA... puoi fermare l’overdrive manualmente. Guardalo. Alexio non è più in grado di rialzarsi.”

Nonostante i diversi popup di sistema con la voglia di ricordarmi che non sono connessa al Mainframe, riesco a vedere il buco aperto sul fianco di Terry.

Forzo la bocca ad aprirsi: “Pensi... pensi ancora alla Via, all’onore... per un individuo... come quello?”

[ ERRORE DI SISTEMA ]

[ MASTERware: NOTIFICHE IA DISATTIVATE ]

“S-sono gli insegnamenti del nonno... ricordi?” Ansima, “n-non importa quel che fa lui... ma cosa farai tu, Chiyo... p-per favore. Non ucciderlo... fermalo, ma non togliergli la vita... fallo per te stessa... o... fallo per me...”

Ha ragione...

E sinceramente, la morte è una scappatoia fin troppo conveniente per un individuo del genere.

“AAAAAAAAAAAAAAH!”

Mi giro verso l’urlo del pirata. Altro che vittima, quel mostro è ancora in grado di combattere.

L’armatura si è in parte crepata e il casco è ormai andato completamente in frantumi. Rimettendosi in piedi ha buttato via quel che ne rimaneva.

Ci guarda a volto scoperto. I suoi occhi si sono accesi di rosso.

Qualche coda di scorpione fuoriesce dagli sfinteri di dietro, anch’essi danneggiati e rimasti aperti.

“Ora che fai... mi copi il look?”

“Copiare?” Si indigna Terry, “i suoi capelli sono di un colore più puro del tuo...”

Alexio si limita a mostrare un sorriso sadico e pigia con un dito dietro il collo.

“Preparati Chiyoko Musashi, perché ora Alexio non esisterà più. Avrai a che fare con un esercito di coscienze militari ben addestrate... con più esperienza di guerra di quanta tu ne abbia mai fatta in vita tua.”

“Sto morendo dalla paura.”

Penso che non avrò più tempo di fare hacking complessi come prima.

“Dicevi di disattivare l’overdrive?” Chiedo sarcastica a Terry.

“N-no... ma risparmialo Chiyoko. Non diventare come lui. Non lo sei.”

Non ho bisogno di sentirmelo dire, stupido...

Ma hai ragione.

Guardo Alexio: “Quante saranno, queste coscienze militari? Abbastanza per un cyborg di terza generazione malfunzionante?”

“Ahahahah, saranno almeno trenta!” Ride da maniaco.

Trenta coscienze contro una...


Ho già accettato la sfida prima. Non mi tirerò di certo indietro.



3099 – Il Mistero nel Dobermann (Parte 4/5) testo di anderwritten
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